Pomigliano d'Arco e l'industria aeronautica
Pomigliano d’Arco passa attraverso l’evoluzione delle due imprese guida: Alenia Aeronautica e Alfa Romeo Auto.
Nel 1938 l’Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI) incaricò l’Alfa Romeo di costruire nel Sud Italia un’industria aeronautica per produrre velivoli, motori o componenti in lega di alluminio.
La scelta cadde sul Comune di Pomigliano che doveva avere tre centri di produzione: motori, strutture complete, leghe leggere, insieme ad un aeroporto. Migliaia di uomini trovarono così lavoro nella propria terra.
Per i dipendenti coniugati dell’Alfa Romeo furono costruite 500 abitazioni, per i dipendenti “single” fu costruito un albergo di 700 posti. Intorno a queste industrie nacque un cinema, un asilo nido ed alcuni campi sportivi.
Nel 1943, prima che bombardassero Pomigliano, l’industria venne ultimata con gli altri due centri; nello stesso anno i bombardamenti distrussero la città e la produzione venne trasferita al Nord fino al 1952.
Già a partire da questo anno lo stabilimento iniziò la produzione di aviogetti da combattimento per l’aeronautica statunitense e la NATO.
Nel 1971 Aeritalia firmò un accordo con la Boeing. Nel Luglio del 1971 l’Aeronautica Militare ordinò 44 velivoli G 222. Nel 1978, la collaborazione di Aeritalia e Boeing prese corpo grazie al Programma 767 per la produzione di 30 velivoli da parte degli United Airlines e di Aeritalia.
Dal 1981 ci fu una fase di forte espansione che come conseguenza produsse il cambiamento dell’assetto organizzativo in 7 gruppi: Velivoli da combattimento, Velivoli da trasporto, Sistemi Avionici ed Equipaggiamenti, Sistemi spaziali ed Energie alternative, Revisioni, Trasformazioni e Assistenza, Aviazione Generale, Teleguidati e Missili.
La crescita dell’Alenia è stata continua fino agli inizi degli anni Novanta, con ricadute positive anche sullo stabilimento di Pomigliano.