Pomigliano d'Arco: l'artigianato ed i vecchi mestieri
Negli anni ’40 a Pomigliano d’Arco oltre all’agricoltura e al commercio era sviluppato anche l’artigianato.
Fino ad alcuni anni fa l’artigianato era ancora molto praticato, mentre ora - purtroppo - è quasi del tutto scomparso. Con lo sviluppo delle fabbriche sono rimasti pochissimi artigiani che hanno molte difficoltà nel sopravvivere per gli scarsi guadagni.
I tipi di artigianato che si conoscevano erano:
Il fabbro-maniscalco – Uno dei lavori più redditizi tra gli anni ’40 agli anni ’60. Il fabbro operava manualmente in una bottega il più delle volte assai povera per le condizioni economiche molto disagiate. Questo mestiere era giustamente considerato una vera e propria arte. Egli era in grado di forgiare anche i ferri per gli zoccoli dei cavalli.
- L’arrotino – era uno dei lavori tipici. Questo mestiere consisteva nell’affilare le lame dei coltelli, le forbici, ecc., utilizzando arnesi adatti. L’arrotino girava per le strade del paese urlando a squarciagola "‘o molaforbice".
- Il bottaio – costruiva contenitori (secchi, botti, torci), facendo sì che il liquido contenuto non fuoriusciva.
- Il calzolaio – questo mestiere veniva detto "’o solachianiello", molto diffuso negli anni ’40-’60, consisteva nel riparare scarpe rotte.
- Lo scalaio – era un mestiere tipicamente artigianale. Esso consisteva nel costruire con legno di castagno: scale, scalini, trepiedi. Le scale servivano per salire nelle case antiche e sulle piante, mentre il trepiedi serviva nelle campagneper raccogliere la frutta.
- L’impagliatore – era un mestiere che consentiva nel costruire con la paglia cesti, canestri e sedie.
- Il cordaio – era un mestiere dove c’era bisogno di pazienza per intrecciare una matassa di fili per corde e reti.
- L’ombrellaio – oltre a fare ombrelli riparava anche piatti e vasi rotti con un filo di ferro ricoperto di calce che manovrava con un trapano di legno.
- Il setacciaio – era colui che costruiva i setacci, cioè strumenti che servivano per passare la farina dividendola dalle scorie.
- La ricamatrice – Ricamava con il lino o la canapa, la biancheria destinata al corredo delle ragazze più ricche.
Il falegname – realizzava grazie ai vari attrezzi tra cui: pialle per cornici, pialletto, martello per impiallacciare, sega a telaio, stradasega, spessimetro, mazzuola, piallone, pialla, graffietto, compasso, cassetta porta chiodi, girabacchino con saetta, sergente, rasiera, squadra; realizzava delle opere d’arte incidendo il legno.- La tessitrice – lavorava la tela, con un telaio di legno la canapa che veniva sottoposta ad una lavorazione particolare.
- Lo stagnino – costruiva imbuti, bacinelle, bracieri, scodelle e utensili per cucine di stagno.
- ‘O guarnamentaro – era un lavoro artigianale che consisteva nel cucire le rifiniture del cavallo, in pelle o in cuoio.
- Il mannese – era colui che si occupava delle costruzioni e riparazioni dei carri.