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Pomigliano d'Arco: il folklore e le feste

La festa del Santo Patrono, della Madonna delle Grazie o della Madonna del Carmine erano feste popolari, tali ricorrenze religiose tenevano il paese unito.

14 gennaio: San Felice in Pincis, patrono di Pomigliano

L'attuale chiesa di San Felice, nata nel rione “Spedale” ha subito diversi restauri, questi lavori hanno reso più solenne e funzionale la chiesa consacrata al Santo Patrono. Nel giorno del Santo si celebra la messa solenne con tre sacerdoti; poi nel pomeriggio il Santo veniva portato in processione. La prima domenica di settembre si celebrava la festa esterna di San Felice, il paese era in movimento e tutte le persone si preparavano per l'evento. Centinaia di lampadine luminose davano alle strade un'aria insolita e festosa. Molto richiesta era la rappresentazione teatrale dell'opera di San Felice, che rappresentava la sua vita.

4 ottobre: San Francesco con il “volo degli angeli”

Questa festa si celebrava nel giorno di San Francesco, presso la chiesa del santo che si trovava in via Roma. Per organizzare la festa, alcuni contadini portavano la statua del Santo su un calesse e chiedevano alla gente dei doni in denaro o in natura. Tutto ciò durò per molti anni, fino a quando la Parrocchia di San Francesco passò in via Felice Pirozzi. Di pomeriggio vi era la processione, tutto il paese vi partecipava con canti. In questi due giorni di festa era obbligatorio fermarsi sotto le luminarie che rappresentavano la Grotta Azzurra.

Mercoledì delle Ceneri

Il giorno dopo Martedì grasso si usava fare la scampagnata . Vecchi e bambini si preparavano un pranzo a sacco e andavano di primo mattino verso i Regi Lagni. Lì facevano giochi e balli fino all'imbrunire. Poi ognuno tornava alle proprie case.

Pasqua

Questo è un giorno di grande importanza religiosa, perché indica la Resurrezione di Cristo. Era di usanza mangiare la “minestra”. In questo giorno c'erano i “battenti”, cioè delle persone che provenivano dal Santuario della Madonna dell'Arco per ritirare delle offerte durante il cammino.

Ora esamineremo giorno per giorno le usanze della settimana santa:

Mercoledì Santo: “l'ufficio delle tenebre”, che consisteva nella recitazione da parte dei fedeli di quindici salmi e alla fine di ognuno si spegneva una candela.

Giovedì Santo: veniva recitata la messa e l'altare veniva addobbato a “sepolcro” adornato di fiori e di grano preparato il giorno della Quaresima.

Venerdì Santo: in questo giorno le donne preparavano i cibi più prelibati, ma tutti dovevano rispettare la tradizione del “sacro digiuno”. Alle ore 12 cominciavano le funzioni religiose: venivano dette delle preghiere che riguardavano le tre ore di agonia di Gesù.

Sabato Santo: alle ore 9 iniziava la processione e alle ore 11 suonavano la campane e tutti baciavano in terra in onore di Gesù.

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